Camminando verso Betlemme
Due giornate di festa il 20 e 21 dicembre: mercatino, danze congolesi, cena e pranzo comunitari, tombolata biblica e il presepe di Greccio dei bambini.

di Irene Grillo, parrocchiana
La festa di Natale della comunità si è svolta in due giornate, il 20 e il 21 dicembre.
La nostra Parrocchia ha molte realtà, gruppi e attività. Pertanto lo scopo principale è stato quello di unire le forze per un obiettivo comune, per conoscerci, per legare ma anche per camminare insieme. Abbiamo voluto creare un evento che potesse essere accessibile anche ad avventori di passaggio, per permettere loro, stimolando un po’ di curiosità, di entrare in contatto con ciò in cui crediamo e con ciò che ognuno porta avanti con spirito di servizio, impegno e dedizione.
È stato un cammino aggregante e divertente e ci siamo avviati insieme verso il significato cristiano del Natale.
Il sabato abbiamo aperto il mercatino di Natale unendo due squadre: quella di Clara e quella del gruppo dell’Oratorio.

Nel pomeriggio Francis e Lucy ci hanno offerto uno stage di danze congolesi.

Poi, finita la messa vespertina, abbiamo cenato insieme, mentre il DJ Alfredo ci ha regalato un po’ di disco music, che verso la fine della serata ha anche incuriosito alcuni passanti.

La domenica, dopo la messa delle 10, abbiamo riaperto gli stand e abbiamo anche proiettato un film per i ragazzi.
La squadra di Claudia, per il pranzo comunitario, ha sfornato e spadellato meraviglie; dopo pranzo c’è stata l’immancabile tombolata biblica e successivamente abbiamo continuato a cantare e ballare con il DJ Alfredo fino al tardo pomeriggio.
I bambini della Catechesi, guidati da Alessia, hanno rappresentato all’interno della Chiesa il presepe di Greccio, raccontando la storia di Tiellina; ci hanno così proiettati nel Natale e fatto conoscere le origini del presepe vivente.

Abbiamo concluso con un brindisi finale grazie a un ottimo vin brulé che ci ha offerto Paola.
Il programma è stato ambizioso, le difficoltà non sono mancate, ma non ci siamo arresi. Abbiamo affidato tutto al Signore e il pranzo della domenica all’aperto con il sole ci ha ripagato del lavoro svolto.



